top of page

Create Your First Project

Start adding your projects to your portfolio. Click on "Manage Projects" to get started

10. Rientro a casa

Il viaggio di ritorno dalle terme era avvolto in un silenzio elettrico. Giulia e Mauro non erano più gli stessi; l'esperienza con Patrizio aveva scoperchiato un vaso di Pandora di desideri repressi, trasformando la timidezza di lei in una consapevolezza carnale quasi predatoria. Mentre guidavano verso casa, l'aria condizionata della macchina faticava a contrastare il caldo torrido dell'estate italiana, ma il calore più intenso era quello che emanava dal corpo di Giulia.

Indossava un top leggerissimo, quasi trasparente, che lasciava intravedere l'assenza di reggiseno e la forma imponente della sua quarta abbondante. Ogni volta che si muoveva o che la macchina prendeva una curva, le sue tette sussultavano provocanti, i capezzoli duri che premevano contro il tessuto sottile, come se chiedessero di essere liberati.

Improvvisamente, un rumore metallico e un sussulto del motore costrinsero Mauro ad accostare. "Maledizione, proprio adesso," imprecò lui, ma nel suo sguardo non c'era frustrazione, bensì una scintilla di curiosità. Poco più avanti videro l'insegna di un'officina locale.

Appena scesero dall'auto, furono accolti dal meccanico, un uomo robusto di mezza età, con le braccia massicce sporche di grasso e una canottiera bianca che metteva in risalto un torace ampio. Si chiamava Sergio e conosceva Giulia da tempo, avendo curato la manutenzione della loro auto in passato. Sergio aveva sempre mostrato un debole per lei, ma in quel momento rimase letteralmente paralizzato.

I suoi occhi, piccoli e maliziosi, scivolarono immediatamente sul décolleté esplosivo di Giulia. Non era un semplice sguardo; era una scansione vorace, quasi volesse divorare quelle tette enormi che traboccavano dallo scollo. Giulia, che un tempo avrebbe arrossito e si sarebbe coperta, questa volta fece l'esatto opposto. Inarcò leggermente la schiena, spingendo il seno in avanti, e sostenne lo sguardo dell'uomo con un sorriso appena accennato, quasi un invito silenzioso.

Mauro osservava la scena dal finestrino, sentendo il cazzo indurirsi istantaneamente nei jeans. Notò i sorrisini maliziosi di Giulia, il modo in cui giocava con una ciocca di capelli mentre Sergio non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. La sua donna era cambiata: non era più la ragazza insicura, ma una femmina che godeva di essere desiderata oscenamente.

"Sembra un problema alla pompa dell'acqua," sentenziò Sergio, anche se la sua voce era roca, disturbata dall'eccitazione. "Guardate, è tardi. Portatemela domani mattina che le do un'occhiata seria."

"Domani lavoro, non riesco a venire io," rispose Mauro, lanciando un'occhiata complice a Giulia.

Sergio reagì all'istante, con una rapidità che tradiva il suo desiderio. "Non si preoccupi, signor Mauro. Passò io direttamente a casa vostra a prendere l'auto, così non vi disturbo. Poi nel pomeriggio ve la riporto sistemata."

Il modo in cui Sergio pronunciò "passo io a casa" aveva un sottotono pesante, quasi una promessa. Giulia lanciò a Mauro un'occhiata carica di elettricità, un lampo di sfida e lussuria che lo fece quasi gemere.

Una volta tornati a casa, l'atmosfera esplose. Non appena chiusero la porta, Mauro spinse Giulia contro il muro, afferrandole i fianchi con forza.

"Hai visto come ti guardava quel bastardo?" ringhiò Mauro, la voce carica di desiderio. "Voleva sbranarti proprio lì, davanti a me. Voleva infilarti quel cazzo sporco di grasso in quella fica bagnata."

Giulia emise un gemito acuto, le gambe che tremavano. "L'ho visto, Mauro... l'ho visto come mi fissava le tette. Mi sentivo così esposta... così sporca," sussurrò lei, mentre le sue mani scivolavano sotto la maglietta di lui. "Mi eccitava l'idea che volesse prendermi senza chiedere."

"Sei diventata una piccola troia, vero?" mormorò Mauro, mordendole il collo mentre con l'altra mano schiacciava con violenza una delle sue enormi tette. "Ti piace l'idea che domani Sergio entrerà in casa nostra e saprà esattamente cosa c'è sotto questo vestitino."

Giulia rispose inarcando la schiena, spingendo il proprio bacino contro quello di Mauro. Era bagnatissima, il perizoma già inzuppato di liquidi. "Sì... voglio che mi guardi ancora così. Voglio che sappia che sono sua se tu me lo permetti."

L'eccitazione per l'imminente visita del meccanico agì come un afrodisiaco potentissimo. Mauro la spogliò con foga brutale, strappando via i vestiti mentre lei urlava di piacere. La gettò sul letto e iniziò a scoparla con una ferocia nuova, quasi volesse marcare il territorio prima dell'arrivo dell'altro uomo, ma ogni spinta era alimentata dall'immagine di Sergio che li osservava. Giulia gridava, inarcava il corpo e raggiungeva orgasmi violenti, immaginando le mani sporche di grasso del meccanico che le accarezzavano le tette e le aprivano le gambe, mentre Mauro, sopra di lei, continuava a sussurrarle quanto fosse eccitante l'idea di vederla posseduta da un altro uomo robusto e sporco.

bottom of page