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12. L'auto riparata

Il pomeriggio trascinò Mauro in un tormento di desiderio e ossessione. Ogni ora passata in ufficio era stata un'agonia; l'immagine di Sergio, con le sue mani sporche di grasso, che possedeva Giulia nella loro stessa casa, gli martellava il cervello, mantenendo il suo cazzo in uno stato di erezione perenne e dolorosa sotto i pantaloni. Quando finalmente varcò la soglia di casa, il respiro era corto, il cuore gli batteva nelle tempie.

Giulia lo accolse nell'ingresso, e Mauro sentì un brivido elettrico attraversargli la schiena. Aveva cambiato abito, ma la provocazione era rimasta la stessa, se non aumentata. Indossava un vestitino di maglia bianca, quasi trasparente, che aderiva come una seconda pelle alle sue curve esplosive. Senza reggiseno, le sue enormi tette erano in piena mostra, i capezzoli turgidi che premevano contro il tessuto bianco, rendendo evidente che lei era ancora in uno stato di eccitazione acuta.

Giulia si lanciò su di lui, avvolgendogli le braccia al collo e baciandolo con una passione vorace, quasi disperata. Il sapore della sua bocca era caldo, carico di un desiderio che non apparteneva più solo a loro due. Mentre si scambiavano un bacio bagnato e profondo, lei gli sussurrò all'orecchio con una voce roca, carica di malizia: "Mauro... Sergio è stato qui stamattina. Mi ha scopata... mi ha posseduta come una troia e ho goduto come non ho mai goduto in vita mia."

Mauro emise un gemito soffocato, sentendo il cazzo pulsare violentemente. La confessione di lei era l'ultima scintilla necessaria per incendiare tutto. Proprio in quel momento, il campanello suonò.

Aprirono la porta e trovarono Sergio. L'uomo era lì per riportare l'auto, ma non appena i suoi occhi incontrarono Giulia in quel vestito bianco che lasciava ben poco all'immaginazione, l'imbarazzo iniziale per la presenza di Mauro svanì in un istante, sostituito da una fame animalesca. Lo sguardo di Sergio scivolò subito su quelle tette straripanti, e il suo cazzo, visibile sotto i pantaloni da lavoro, si tese immediatamente.

"L'auto è a posto," ringhiò Sergio, ma la sua voce era un desiderio esplicito.

Mauro, invece di allontanarlo, fece un passo indietro, guardando Giulia con complicità. "Credo che Sergio abbia ancora voglia di controllare qualcosa, vero amore?" disse Mauro, la voce tremante per l'eccitazione.

Giulia lanciò un sorriso malizioso al meccanico, inarcando la schiena per spingere ancora di più il seno verso di lui. "Vieni dentro, Sergio. Finisci quello che hai iniziato."

Il meccanico perse ogni controllo. Con un gesto brusco, afferrò Giulia per i fianchi e la girò di schiena, schiacciandola contro il tavolo del corridoio. La mise alla pecorina con una violenza che la fece gemere di piacere. Sergio non perse tempo: abbassò i pantaloni e, con una spinta brutale e secca, infilò il suo cazzo massiccio nella fica di Giulia, che era già bagnata e pronta per lui.

"Ahhh! Sì! Sfondami ancora!" urlò Giulia, mentre Sergio iniziava a pomparle dentro con colpi rapidi e profondi. L'uomo, in preda a un delirio di lussuria, allungò le braccia in avanti, afferrando le enormi tette di Giulia da dietro e stringendole con forza, quasi a volerle staccare dal petto, mentre il suo bacino sbatteva ritmicamente contro il sedere di lei.

Mauro, ormai fuori di sé, si posizionò esattamente davanti a Giulia. Il suo cazzo era durissimo, pulsante. Giulia, intrappolata tra i due uomini, guardò Mauro con occhi lucidi di piacere e, senza che lui dovesse chiedere, si chinò in avanti, spalancando la bocca per accogliere il membro del marito.

Giulia si ritrovò impalata allo spiedo: il cazzo di Sergio che le devastava la vagina da dietro, stringendole le tette con una forza brutale, e il cazzo di Mauro che le riempiva la gola, soffocandola in un piacere travolgente. Era un sandwich di carne e desiderio. I gemiti di Giulia erano ora solo suoni gutturali, soffocati dal cazzo di Mauro, mentre il corpo sussultava a ogni spinta di Sergio.

La tensione raggiunse il picco massimo. Sergio accelerò il ritmo, i suoi colpi erano ora colpi di martello che facevano tremare tutto il corpo di Giulia. "Sborro dentro a questa puttana!" ringhiò il meccanico. Contemporaneamente, Mauro sentì l'orgasmo travolgerlo.

In un unico, esplosivo momento di estasi, entrambi gli uomini raggiunsero il culmine. Sergio gridò liberando una sborrata massiccia e calda che riempì la fica di Giulia fino all'orlo, mentre Mauro scaricò il suo seme in fondo alla gola di lei. Giulia si contorse violentemente, bloccata tra i due cazzoni che la impalavano, mentre un orgasmo devastante la attraversava, lasciandola senza fiato, completamente posseduta e sottomessa ma, allo stesso tempo, al centro di tutte le eccitazioni dei due uomini, completamente pazzi di lei.

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