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I poliziotti 2
Antonio non riusciva a staccare gli occhi dallo schermo, il respiro che diventava un rantolo mentre la mano scendeva a stringere il proprio cazzo, ormai duro come pietra e pulsante di una rabbia erotica devastante. Con un click frenetico, aprì l'email successiva, desiderando ardentemente sapere se quel desiderio di Sabina di essere "fermata ancora" si fosse avverato.
*"Amica mia, non puoi immaginare cosa è successo,"* iniziava il testo, e Antonio poté quasi sentire la voce eccitata e tremante di sua moglie mentre leggeva. *"È bastato che passassi di nuovo per quella strada, pochi giorni dopo. Indossavo un tubino nero, cortissimo e così scollato che le mie tettone sembravano voler uscire a salutare ogni passante. Non sono passati dieci minuti prima che la sirena risuonasse dietro di me. Il cuore mi è saltato in gola, ma non per paura... era un'estasi pura. Era di nuovo lui, il giovane poliziotto, con quello sguardo predatore e l'espressione di chi sa di avere il potere assoluto su di me."*
Antonio chiuse gli occhi, immaginando Sabina che scendeva dall'auto, consapevole di essere di nuovo la preda di quei tre lupi in divisa.
*"Non hanno perso tempo. Non c'è stata nemmeno la finta perquisizione stavolta. Mi hanno fatto salire sulla loro volante con un ordine secco e mi hanno riportata in quel capannone abbandonato, nel silenzio polveroso di quella zona industriale. Appena varcata la soglia, l'atmosfera è cambiata. Erano ancora più aggressivi, ancora più affamati. Mi hanno spinto contro una vecchia trave di cemento e, senza dire una parola, mi hanno afferrato i polsi, torcendoli dietro la schiena e stringendoli con delle corde spesse che mi hanno scavato la pelle. Ero completamente sottomessa, vulnerabile, con il petto spinto in avanti, le mie tettone enormi che oscillavano offerte a loro, mentre io gemevo già di piacere per quello che mi aspettava."*
Il respiro di Antonio si fece corto, quasi soffocato. L'immagine di Sabina legata, inerme, con quel seno prorompente esposto alla volontà di tre uomini, lo stava facendo impazzire.
*"Mi hanno trattata come un pezzo di carne, amica mia. Mi hanno strappato il tubino con un unico strattone, lasciandomi nuda e tremante. Il giovane poliziotto ha iniziato a insultarmi, chiamandomi 'cagna da sventrare', mentre i suoi colleghi mi afferravano i fianchi con dita che scavavano nella carne. Mi hanno presa brutalmente, senza alcuna pietà. Uno di loro mi ha ribaltata a quattro, schiacciandomi il viso contro il pavimento freddo, mentre il suo cazzone, duro come un palo, mi sfondava il culo senza preavviso. Ho urlato, un grido che era a metà tra il dolore e un piacere lancinante, sentendo le pareti del mio ano dilatarsi violentemente sotto quella spinta brutale."*
*"Mentre venivo devastata dietro, l'altro poliziotto si è posizionato davanti. Ha afferrato le mie tettone, stringendole così forte che i miei capezzoli erano quasi schiacciati, e ha iniziato a spingere il suo cazzone nella mia fica, con colpi rapidi, profondi, che mi facevano vibrare tutto il corpo. Ero un sandwich di carne e sudore. Sentivo i loro corpi massicci premere contro di me, l'odore acre del loro eccitamento che mi stordiva. Ero completamente posseduta, usata senza sosta, mentre il terzo di loro mi costringeva a leccare i suoi stivali, ridendo della mia condizione di schiava."*
*"Hanno continuato per ore. Mi giravano, mi legavano in posizioni diverse, mi sventravano la fica e il culo a turno, senza mai darmi tregua. Ogni spinta era un insulto, ogni gemito mio veniva punito con un colpo ancora più duro. Godevo intensamente di quella violenza, di sentirmi nulla, solo un buco per i loro cazzi enormi. Quando finalmente hanno sborrato dentro di me, riempiendomi l'utero e le viscere di sborra bollente, ero in uno stato di trance. Ero distrutta, sporca, coperta di sudore e sperma, ma mi sentivo finalmente piena."*
Antonio sentiva il sangue pulsare nelle tempie, la mano che stringeva il cazzo con una forza quasi dolorosa mentre scorreva l'email. Ma il racconto di Sabina non finiva lì. Il desiderio di lei per l'umiliazione e il piacere brutale sembrava non avere limiti, e Antonio, travolto da un misto di odio e lussuria, continuò a leggere l'estensione di quell'incubo erotico legato ai poliziotti.
*"Ma la cosa più folle, amica mia, è che quei tre poliziotti non erano ancora sazi,"* scriveva Sabina, e Antonio sentì un brivido di terrore ed eccitazione attraversargli la schiena. *"Mentre ero ancora lì, legata e tremante in quel capannone, uno di loro ha preso il telefono. Mi ha guardata con un sorriso crudele, sapendo quanto io fossi eccitata da quella violenza, e ha chiamato un loro conoscente, un uomo che descrivevano come un vero animale, un mastodontico pezzo di carne arrogante e senza pietà. Lo hanno convocato per un 'massacro' finale."*
Antonio immaginò la scena: Sabina, nuda, ridotta a un oggetto, in attesa di un altro predatore.
*"Quando quell'uomo è arrivato, è stato come se entrasse un orso nella stanza. Era enorme, con le spalle larghe e un'aura di prepotenza che mi ha fatto bagnare istantaneamente. Non ha detto una parola. I poliziotti l'hanno semplicemente spinto verso di me. Mi hanno presa per i capelli, trascinandomi a terra con un colpo secco, lasciandomi prona sul cemento freddo con le mani ancora legate dietro la schiena. Ero completamente vulnerabile, con il culo sollevato e le mie tettone schiacciate contro il pavimento sporco."*
*"Lui non ha perso tempo. Si è sbottonato i pantaloni rivelando un cazzone mostruoso, una bestia di carne venata e pulsante che sembrava non finire mai. Senza alcun preavviso, mi ha afferrata per i fianchi e mi ha impalata. Un urlo mi è esploso in gola quando quel cazzo enorme ha forzato la mia fica, dilatandomi in modo brutale. Era così grosso che sentivo ogni singola vena, ogni spinta che arrivava a trafiggermi l'utero. Mentre lui mi scopava con una violenza animalesca, i poliziotti non stavano a guardare: uno di loro si è posizionato davanti a me, afferrando le mie tette enormi e stringendole fino a farmi gridare, mordendomi i capezzoli mentre l'altro mi schiaffeggiava il culo, lasciando segni rossi sulla pelle bianca."*
*"Eravamo in un vortice di sesso sporco e primordiale. Mi hanno girata, ribaltata, usata in ogni posizione possibile. Mi hanno spinta a quattro, e quell'uomo arrogante ha deciso di esplorare il mio culo stretto. Quando quel cazzone ha iniziato a forzare l'entrata anale, ho sentito un dolore acuto che si è trasformato immediatamente in un piacere proibito e devastante. Mi sentivo spaccata in due, completamente posseduta. 'Sei solo un buco per kami, troia tettona!' mi urlava nell'orecchio, mentre le spinte diventavano sempre più rapide e profonde."*
*"Io non riuscivo più a pensare. Ero in preda a un delirio di sottomissione. Iniziavo a implorare, a gridare: 'Più forte! Prendetemi tutta! Distruggetemi, per favore!'. Volevo che mi trattassero come una vacca, che mi usassero senza pietà. I poliziotti si alternavano, scambiandosi i ruoli, mentre l'uomo grosso continuava a martellarmi il culo con una forza che mi faceva sobbalzare a ogni colpo."*
*"Il finale è stato un'esplosione di seme. Mentre l'uomo grosso raggiungeva l'apice, sborrando una quantità industriale di sborra lurida e bollente dentro il mio ano, gli altri due si sono liberati, spruzzando le loro sborre calde e dense su tutto il mio viso, sulle mie tette enormi e tra le cosce. Ero coperta di sperma, sudore e polvere, un cumulo di carne soddisfatta e devastata. Mi sentivo svuotata, ma con un desiderio ancora più ardente di essere dominata in quel modo."*
Antonio chiuse gli occhi, il respiro che era diventato un rantolo. La sua mente era invasa dall'immagine di Sabina, la sua Sabina, ridotta a un giocattolo sessuale per quattro uomini, desiderando ogni singola sberla, ogni centimetro di quel cazzo che la spaccava. La rabbia per il tradimento era ormai completamente assorbita da un'eccitazione morbosa, un bisogno di possedere quella stessa versione degradata di sua moglie.
Antonio sentì un brivido scorrere lungo la schiena. Era furioso per il tradimento, ma l'idea di sua moglie ridotta a un giocattolo sessuale per i poliziotti lo eccitava in modo quasi insostenibile. Guardò Sabina, ancora addormentata, e sentì il bisogno di svegliarla, di stringerla con violenza, di chiederle ogni singolo dettaglio di quel massacro, mentre il suo cazzo continuava a pulsare, desiderando punire e adorare quella troia formosa.

