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Il commesso
Antonio chiuse la porta della camera d'hotel con un colpo secco, il respiro corto e il cuore che gli martellava nel petto. Non aveva nemmeno tolto la giacca che già sentiva il cazzo pulsare prepotentemente nei pantaloni. L'ansia di sapere Sabina sola a casa, in quel momento, era un veleno che lo eccitava in modo quasi doloroso. Si precipitò verso il computer, le dita che tremavano mentre inseriva la chiavetta USB. Ogni secondo di caricamento sembrava un'eternità; l'immagine di sua moglie, con quelle tette colossali che oscillavano a ogni passo, gli riempiva la mente, mescolandosi al terrore e al desiderio morboso di scoprire quanto fosse stata una troia alle sue spalle.
Aprì l'email successiva. La voce di Sabina, attraverso le parole scritte, sembrava sussurrargli direttamente all'orecchio, carica di una malizia che lo faceva sentire piccolo e impotente.
*"Cara amica mia, non immagini quanto sia stato eccitante quel pomeriggio al centro commerciale,"* iniziava l'email. *"Antonio, il mio povero cornuto, mi aveva portata in quel negozio di intimo per farmi provare dei costumi sexy. Voleva esibirmi, come sempre, ma non sapeva che stava servendo la sua preda su un piatto d'argento."*
Antonio deglutì, sentendo un brivido di piacere misto a disgusto. Continuò a leggere, immaginando la scena. Sabina descriveva il costume: un pezzo unico che era più un'illusione che un indumento. Due sottili strisce di tessuto che passavano a malapena sopra i capezzoli, legandosi al collo e lasciando la schiena, le spalle, i fianchi e il culo completamente nudi, poiché lo slip era un perizoma invisibile.
*"Mi aveva fatto prendere tre taglie diverse, perché voleva vedermi compressa, voleva che le mie tette esplodessero da sotto quel tessuto. Quando ho provato la mia taglia, ero già oscena. Antonio ha chiamato il commesso per un parere. Era un ragazzo giovane, bello, e appena mi ha vista è rimasto folgorato. Potevo vedere il suo cazzo che tendeva il tessuto dei pantaloni, era paonazzo, sudava per l'eccitazione mentre balbettava che stavo benissimo. Antonio, con quella sua insicurezza che lo rende così facile da perculare, gli ha chiesto se una taglia inferiore non esaltasse di più le mie forme. Il commesso non riusciva a staccare gli occhi dalle mie tettone, era in trance."*
Antonio sentì il proprio membro indurirsi fino a far male. L'idea di un altro uomo che fissava con voracità le mammelle di sua moglie, mentre lui stesso incoraggiava quella vista, lo portava sull'orlo dell'orgasmo.
*"Poi è successo. Antonio ha ricevuto una chiamata e si è allontanato. In un attimo, il commesso ha fatto segno alla collega di avvisarlo quando 'il cornuto' fosse rientrato, e si è infilato nel camerino con me. Eravamo appiccicati, sentivo il suo calore, il suo desiderio animale. Non ci siamo nemmeno tolti tutto; ha spostato quel pezzetto di stoffa che copriva la mia fica e si è spinto dentro con un colpo solo. Che cazzone aveva, amica mia! Mi ha scopata in piedi, schiacciandomi contro lo specchio, mentre io gemevo piano per non farmi sentire. Era un rapporto veloce, brutale, un urto di carne che mi ha fatto vibrare ogni fibra."*
Antonio chiuse gli occhi per un istante, visualizzando Sabina, schiacciata in quel camerino stretto, mentre un estraneo la possedeva con violenza.
*"Quando ha sentito che stava per sborrare, mi ha ordinato di inginocchiarmi. Mi sono buttata ai suoi piedi, aprendo la bocca per accogliere tutto. Mi ha sborrato in gola con una forza incredibile, e io ho ingoiato ogni singola goccia di quel seme caldo e denso, pulendo ogni traccia per non lasciare prove. Quando Antonio è tornato, io indossavo la taglia più piccola, con il sapore dello sperma ancora fresco in bocca. Il commesso, con un sorriso complice, ha detto a mio marito: 'Aveva ragione, sta molto meglio così, le sue tettone da vacca si evidenziano molto di più e sono molto più eccitanti'."*
Antonio emise un gemito soffocato, la mano che scendeva istintivamente a stringere il proprio cazzo. La crudeltà di quelle parole, l'umiliazione di essere stato chiamato "cornuto" mentre sua moglie veniva usata come un giocattolo sessuale a pochi metri da lui, era l'estasi più pura.
*"Ma sai cosa è il più bello?"* concludeva l'email. *"Il commesso ha goduto come un matto, ma io non ero ancora venuta. Ero così eccitata da non riuscire a camminare. Appena siamo usciti dal negozio, ho detto ad Antonio che dovevo andare in bagno. Mi sono chiusa dentro e mi sono masturbata con furia, pensando a quel cazzo che mi aveva appena devastato la fica, finché non sono esplosa in un orgasmo che mi ha lasciato senza fiato."*
Antonio rimase a fissare lo schermo, il respiro affannoso, mentre il desiderio di punire e allo stesso tempo adorare quella donna formosa e traditrice lo consumava vivo.

