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In discoteca con le amiche
Antonio era disteso nel letto, il silenzio della casa che sembrava amplificare ogni battito del suo cuore accelerato. Nonostante l'orgasmo della sera prima, la sua mente era rimasta intrappolata in quel loop di gelosia e lussuria. Con le dita che tremavano leggermente, riaprì il computer. Il desiderio di sapere quanto Sabina fosse stata "cattiva" e “troia” era diventato una droga, un bisogno viscerale che superava ogni senso di dignità. Cliccò sull'email successiva, quella che descriveva le vacanze attuali, mentre lui restava solo a rimuginare.
*"Amica mia, non puoi immaginare la serata di ieri,"* scriveva Sabina, e Antonio sentì subito il cazzo risvegliarsi, duro come pietra. *"Sono uscita con le ragazze e siamo finite in una discoteca. Ero in uno stato di eccitazione quasi insopportabile. Indossavo quel top nero quasi trasparente, quello che non copre nemmeno a metà le mie tettone, e una gonna così corta che bastava un respiro per mostrare tutto. Sentivo gli sguardi di ogni singolo maschio nel locale; erano come predatori, e io mi sentivo la preda più succulenta della pista."*
Antonio chiuse gli occhi per un istante, immaginando Sabina che ballava, le sue enormi mammelle che rimbalzavano a ogni movimento, attirando l'attenzione di tutti.
*"Sulla pista da ballo era un delirio. I maschi cercavano ogni scusa per strusciarsi contro di me, ma due in particolare mi avevano puntata. Erano due bestie, sudati, aggressivi, con quell'odore di testosterone che mi faceva girare la testa. Ballavano intorno a me, sussurrandomi all'orecchio le cose più volgari: 'Guarda che troia questa tettona', 'Scommetto che sei bagnata come una spugna, vacca'. E io, invece di allontanarli, mi spingevo ancora di più contro di loro."*
*"Sentivo i loro cazzoni, duri e pulsanti sotto la stoffa dei pantaloni, premere contro il mio culo e le mie cosce. I miei capezzoli erano turgidi, quasi doloranti, e loro non perdevano tempo: mi davano manate violente sulle tettone, stringendole con forza mentre ballavamo. La cosa più eccitante era che avevano le camicie sbottonate e madide di sudore; sentivo i loro peli del petto ruvidi e il calore della loro pelle bagnata che passava attraverso la mia camicetta sottile, impregnandomi del loro odore acre di maschi eccitati. Ero in trance, volevo solo essere presa."*
Antonio emise un gemito soffocato, la mano che scendeva istintivamente a stringere il proprio membro. La descrizione del sudore e della volgarità lo stava mandando fuori di testa.
*"A un certo punto, non ce l'abbiamo più fatta. Mi hanno trascinata nel bagno degli uomini, un posto minuscolo, sporco, che puzzava di urina e sesso. Lì, in quello spazio ridicolo, sono stata schiacciata. Uno di loro mi ha spinta contro il muro, mentre l'altro si posizionava dietro di me. Non ci sono state preliminari, solo fame bruta. Mi hanno strappato le mutandine e, in un istante, sono stata impalata da entrambi: un cazzone enorme che mi spaccava il culo e un altro che mi dilatava la fica senza pietà."*
*"Dio, amica mia, non potevo nemmeno respirare! Ero un sandwich di carne tra due animali. Sentivo il fiato caldo e l'alito di quello davanti che mi baciava la bocca con violenza, quasi a volermi soffocare, mentre quello dietro mi sbatteva il culo tenendomi con le braccia sollevata per le cosce, insultandomi, chiamandomi 'buco da sborrare' e 'troia tettona'. Ero completamente avvolta dal loro sudore, sentivo il liquido scivolare tra le nostre pelli mentre venivo posseduta in ogni buco."*
*"La sensazione di essere così dilatata, di essere riempita completamente da quei due porci, mi ha portata a un orgasmo che non dimenticherò mai. Urlavo in silenzio contro le labbra di quello davanti, mentre il mio corpo tremava violentemente. E poi, il finale: ho sentito contemporaneamente gli schizzi bollenti della loro sborra, uno che mi riempiva l'utero e l'altro che mi inondava l'intestino. Ero sfinita, sporca, impregnata di loro, e mentre uscivo da quel bagno, sentivo ancora il seme che colava lungo le cosce..."*
Antonio rimase immobile, fissando lo schermo con gli occhi sbarrati, il respiro corto e il cuore che gli martellava nel petto, mentre l'immagine di sua moglie devastata da due sconosciuti lo lasciava in uno stato di eccitazione e disperazione assoluta.

