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20. Il cornuto assiste alla monta della sua vacca tettona

Mentre vengo devastata da questo branco di bestie, i miei occhi cercano disperatamente Antonio. È lì, paralizzato, con il volto pallido e gli occhi sbarrati, ma noto qualcosa che mi manda in corto circuito il cervello: sotto i suoi pantaloni stropicciati, c'è un rigonfiamento evidente. Il mio povero, timido Antonio ha un'erezione mostruosa. Lo vedo muovere la mano, furtivamente, cercando di toccarsi, di masturbarsi mentre osserva la sua donna venire usata come un cesso pubblico.

"Guarda questo coglione!" urla uno dei palestrati, ridendo sguaiatamente. "Guarda come gode a vedere la sua troia farsi spaccare! Sei un pervertito, Antonio! Ti piace vedere come ti rubiamo la vacca?"

Le risate degli uomini riempiono la palestra, mescolandosi ai rumori viscidi della carne che sbatte. Mi insultano senza sosta, chiamandomi "buco", "puttana tettona", "scolo per sperma", e ogni parola sporca è come una scossa elettrica che mi attraversa il corpo. Le mie convulsioni diventano più violente; gli orgasmi mi travolgono a ondate, rendendomi ancora più vulnerabile, più desiderosa di essere annientata. Più loro sono brutali, più io godo, e più io godo, più loro diventano feroci.

"Ora dimmelo, troia!" ringhia il Vecchio Porco, mentre un altro uomo mi trapara la fica con spinte che mi fanno sobbalzare. "Dillo ad Antonio! Digli a chi appartieni ora!"

"Ti amo! Vi amo tutti!" urlo, con la voce rotta dal piacere e dall'umiliazione. "Sarò la vostra femmina fedele per sempre! Voglio sposare i vostri cazzoni! Vi prego, mettetemi incinta, voglio essere la mamma dei vostri bambini!"

Le parole escono dalla mia bocca come un flusso di sottomissione assoluta. Uno di loro mi afferra il viso e mi bacia con una passione violenta, una parodia di un bacio nuziale, mentre il suo cazzo continua a scavarmi dentro. È un mix di schifo e delirio che mi manda fuori di testa.

Poi, accade qualcosa che mi travolge ogni senso. Uno dei vecchi, un mostro di grasso e sudore, con una pancia abnorme che sembra un pallone di carne lurida, si fa avanti. Puzza di tabacco e di sporco, ma tra le gambe ha un cazzone mostruoso, una nerchia che sembra impossibile da contenere. Mi guarda con occhi maliziosi e mi solleva per le cosce con una forza sorprendente.

Sento la mia schiena appoggiarsi sul suo pancione bagnato di sudore, la mia testa che affonda nel suo petto peloso e sudaticcio. La sua bava schifosa mi cola sul viso, ma in quel momento non mi importa di nulla. Lui, in piedi, mi tiene sospesa e appoggia la punta di quel mostro contro il mio ano.

"Ora vedrai cosa significa essere riempita, vacca," sussurra con un fiato che puzza di alito pesante.

Inizia a farmi scendere lentamente. Sento il mio culo che si dilata, un dolore lancinante che mi toglie il fiato, ma contemporaneamente un piacere devastante perché sento di essere riempita fino all'inverosimile. Mi impala su quel cazzone enorme, sentendo ogni vena, ogni centimetro di quella carne dura che mi trapanano l'intestino.

Proprio mentre sono bloccata sopra il vecchio, arriva uno dei giovani più prestanti, un dio di muscoli con uno sguardo rapace. Si piazza davanti a me, mi guarda fisso negli occhi e mi afferra le tettone con una morsa crudele, stritolandole fino a farmi gemere. Appoggia il suo cazzone, altrettanto imponente, sulla mia fica e penetra lentamente, guardandomi negli occhi mentre mi possiede.

Sono in trappola tra due mostri. Una doppia penetrazione che mi spacca in due. Il ritmo aumenta, diventando frenetico, brutale. Vado su e giù sulle loro nerchie, sentendo le palle di entrambi che sbattono contro il mio corpo. Sono immersa nei loro odori, nei loro sudori, mentre mi sputano in faccia e mi insultano.

Il giovane davanti a me inizia a baciarmi in bocca con ferocia, mentre il vecchio che mi sta inculando mi lecca la testa e le orecchie, coprendomi di bava. È disgustoso, è degradante, ma è la cosa più passionale che abbia mai provato. Abbraccio il giovane per il collo, stringendolo a me, mentre sento qualcuno urlare ad Antonio:

"Hai visto la troia innamorata come fa l'amore? Dai, tettona puttana, chiedigli di sposarti a questi due che ti stanno spaccando in due!"

"Voglio sposarvi! Voglio essere vostra per sempre!" grido, mentre vengo squassata da un orgasmo terrificante. Sento il clitoride esplodere, la fica che pulsa e un getto di squirting che inonda tutto. Godo così tanto che sento il mondo svanire, mentre vengo schiacciata e annientata tra le loro luride carni, perdendo ogni briciolo di coscienza nel piacere più oscuro.

Mentre ancora tremo per l'orgasmo devastante, vengo staccata con violenza dai due uomini. Non ho nemmeno il tempo di riprendere fiato che mi ritrovo circondata. Cinque vecchi bavosi, mostri di grasso e sudore, mi chiudono in un cerchio soffocante. Hanno le pance enormi che sporgono da camicie sbottonate e luride, macchiate di unto e sporcizia. L'odore che emanano è un mix nauseante di tabacco vecchio, sudore rancido e bava, un puzzo che mi riempie le narici e mi manda in delirio, scatenando in me un bisogno viscerale di essere degradata.

Senza alcun preavviso, quattro di loro allungano le mani. Mani ruvide, callose, con le unghie sporche che affondano nella mia carne. Mi afferrano le tettone con una ferocia animalesca, schiacciandole tra le loro dita tozze. Sento i capezzoli, già ipersensibili e doloranti per le torture precedenti, venire tirati e stritolati senza pietà.

"Guarda che vacca tettona!" urla uno di loro, mentre mi tira un seno verso l'alto e l'altro verso il basso, quasi a volerle strappare dal petto. "Queste tette sono fatte apposta per essere maltrattate da uomini veri, non da quel ragazzino imbranato!"

Gemo, un suono che è a metà tra un grido di dolore e un sospiro di piacere estremo. Tremo sotto il loro controllo totale, sentendo il peso delle loro pance grasse che premono contro i miei fianchi, mentre le loro mani continuano a manipolare le mie forme oscene con crudeltà. Mi sento come un pezzo di carne da macello, un giocattolo per vecchi perversi, e questa consapevolezza mi fa bagnare ancora di più la fica.

Lancio uno sguardo verso la porta. Antonio è ancora lì, nascosto, seminascosto dall'infisso. I suoi occhi sono sbarrati, il volto una maschera di shock e orrore, ma non può staccare lo sguardo. Vedo chiaramente che la sua erezione, quella piccola e timida che credevo non potesse mai crescere, è ora un palo duro che tende il tessuto dei suoi pantaloni. È impotente, terrorizzato, ma eccitato a morte nel vedere la sua donna sottomessa a un branco di maiali sudaticci. Il fatto che lui guardi, che sia costretto a testimoniare la mia totale degradazione, è il carburante che incendia il mio desiderio.

"Guarda, Antonio! Guarda come la tua troia gode a farsi stritolare le tettone dai vecchi!" ringhia uno dei bavosi, spingendomi con forza verso il basso.

Mi trovo improvvisamente in ginocchio, con le tettone ancora prigioniere di quelle mani sporche. Uno dei vecchi si sbottona i pantaloni con gesti lenti e volgari, liberando un cazzo rugoso e pulsante che puzza di urina e sesso. Non aspetta che io accetti: mi afferra i capelli e mi spinge la testa in avanti, costringendomi a prenderlo in bocca con un colpo secco.

Sento la carne dura che mi trapana la gola, mentre gli altri quattro continuano a torturarmi il seno, pizzicando i capezzoli con una violenza che mi fa inarcare la schiena. Inizio a succhiarlo con foga, desiderando ogni centimetro di quella nerchia sporca, mentre sento un altro di loro posizionarsi dietro di me.

Senza alcun preavviso, sento un altro cazzo, altrettanto duro e rugoso, che mi spacca l'ano con una spinta brutale. Urlo contro il cazzo che ho in bocca, un gemito soffocato che si trasforma in un gorgoglio di piacere. Mi sottometto completamente, offrendo ogni mio buco a questi mostri di grasso.

La festa oscena continua senza sosta. Mi passano di mano in mano, a turno. Uno mi scopa la fica con spinte brevi e violente, mentre un altro mi usa il culo, e un terzo mi costringe a leccargli le palle sudate. Sono circondata da carne lardosa, bava e insulti. Ogni spinta è un ordine, ogni pizzico al seno è una punizione che desidero. Mi sento svanire, diventare solo un contenitore per il loro sperma, una schiava senza nome che appartiene solo al piacere più sporco e proibito.

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